giovedì 6 gennaio 2011, ore 21:00

Chiesa Evangelica Luterana

via Toscana, 7 (angolo via Sicilia) - Roma

nel 1° centenario della nascita

IL “MADE IN ITALY” DI NINO ROTA

un milanese tra Roma, Bari e il mondo intero

concerto di
Livia Mazzanti, organo
e del Coro di Voci Bianche dell’Arcum
con il Gruppo strumentale Art. 9 composto da:
Quartetto d’archi della scuola Germanica di Roma - Oretta Orengo, oboe e corno inglese - Cecilia Lo Priore, flauto e ottavino - Teresa Spagnuolo, clarinetto - Adriano Calmieri, clarinetto - Cristina Majnero, clarinetto basso - Mauro De Vita, fagotto – Alessio Pernice, corno – Federico Ricci, pianoforte
Paolo Lucci, direzione

 

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Nino Rota

(1911-1979)

Melopea e Preludio

per organo

(dalle musiche per “Il Casanova di Federico Fellini”, anni ‘70)

Ave Maria

per voci bianche, trio d’archi e organo

(composizione giovanile, prima esecuzione a Roma)

Due Valzer sul nome BACH: Valse Carillon, Circus Waltz

(da “Il Casanova di Federico Fellini”, anni ‘70)

adatt. per organo di Livia Mazzanti

“Il Presepio”

per voci bianche e quartetto d’archi (1928)

Polka

(da “Il Gattopardo” di L. Visconti, 1963)

adatt. per organo di L. Mazzanti

“The Baptism”

per organo

(dalle musiche per “The Godfather” di F. Ford Coppola, 1972)

Musiche di scena per “L’Arialda” di Giovanni Testori

per voci bianche e strumenti (1960)

“Rotiana”

suite per voci bianche e strumenti (trascrizione e arrangiamento di Nicola Hansalik Samale, 2009)

- “Bevete più latte” (da “Boccaccio 70” di F. Fellini, 1962)

- “Società segreta”

- “Il tango della scuola”

- “Viva la pappa col pomodoro”

(da “Il giornalino di Gian Burrasca” di L. Wertmüller, 1964)

Sonata per organo (1965)

Allegro giusto, Adagio, Allegretto calmo con grazia, Allegro

 

Organista dall’ampio orizzonte interpretativo, Livia Mazzanti propone pagine di rara esecuzione e ama suggerire possibili affinità tra epoche e linguaggi diversi. Le sue incisioni di opere di Schoenberg, Hindemith, Scelsi (Foné) e le integrali organistiche in prima mondiale di Rota (RCAVictor/BMGFrance) e Castelnuovo-Tedesco (Aeolus) sono considerate di riferimento, mentre la sua attività concertistica l’ha condotta a prodursi in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente. Dal ‘95 dirige il festival internazionale MUSICOMETA e collabora attivamente con la Chiesa Evangelica Luterana di Roma.

Il Coro di Voci Bianche dell’Arcum è stato fondato a Roma nel ’73 da Paolo Lucci che ne è l’attuale direttore. E’ composto da 40 ragazzi non selezionati provenienti da varie scuole romane. Esegue prevalentemente musica moderna e contemporanea, spesso in prima esecuzione. Compositori quali Mannino, Morricone, Tocchi, Vlad, Porena e Giuranna hanno scritto appositamente per questo complesso corale che ha in repertorio, tra l’altro, l’opera omnia per voci bianche di Britten. Dal 1981 al 2001 ha collaborato stabilmente con L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha inoltre lavorato per la RAI, il Teatro dell’Opera di Roma, il Festival dei Due Mondi, sotto la guida di direttori quali Bernstein, Maazel, Pretre, Sawallisch. Ha partecipato a numerose trasmissioni radio televisive e a colonne sonore per il cinema. Due volte premiato al Concorso Polifonico Intenazionale “ Guido D’Arezzo, ha effetuato tournées in Francia, Inghilterra Svizzera. Ha inciso, tra l’altro per Deutsche Grammophon, Rca, Pentaphon.

Paolo Lucci, romano, ha fatto parte da ragazzo del Coro di Voci Bianche della Rai diretto da Renata Cortiglioni, esperienza decisiva che lo ha portato a debuttare, a soli 17 anni, come direttore di coro. Nel ’73 fonda il Coro di Voci Bianche dell’Arcum col quale si è esibito nelle sedi più prestigiose, intrecciando rapporti di stretta collaborazione con molti compositori contemporanei. Fra tutte, ha avuto un’importanza speciale la lunga frequentazione con il Maestro Nino Rota. Compositore lui stesso, Lucci è stato insignito nel 2002, in Campidoglio, del Premio “Personalità europea”.

Il Gruppo strumentale Art. 9 è una formazione creatasi in occasione del primo centenario della nascita del grande compositore italiano Nino Rota al fine di servirne la musica e, in alcuni casi, la riscoperta. L’ensemble è costituito da un giovane quartetto d’archi formatosi nell’ambito della Scuola Germanica di Roma, dalle componenti del Trio di fiati Lanciaspezzata e da diversi altri solisti. “Art. 9” è un richiamo evidente all’innegabile priorità data alla cultura fin dalle prime battute della Costituzione della Repubblica italiana, ma può leggersi anche come un’allusione allo spirito delle Arti Nove di ogni tempo.