mercoledì 29 dicembre 2010, ore 21:00

Chiesa di Santa Maria in Campo Marzio

piazza Campo Marzio, 45 (via della Stelletta) - Roma

UN PURO ANELITO DI TERRACOTTA

150 anni nel soffio dell’ocarina

concerto dell’Ocarina Ensemble di Budrio

musiche tradizionali regionali e trascrizioni da Rossini, Verdi e Donizetti

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Alfredo Barattoni

(1873-1948)

Sprizzi e sprazzi

Tienno Pattacini

(XX sec.)

Alla viennese

Alfredo Barattoni

(1873-1948)

Addio giovinezza

Gianpiero Lucchini

(XX sec.)

La chiacchierina

Alfredo Barattoni

Il pettirosso

Gavottina di fata bionda

E.W. Link

(XIX sec.)

Marche des joyeux fètards

Carlo Avati

(XX sec.)

Sonata

Cesare Testi

(XX sec.)

Sogno di fanciulla

Tradizionale del XX sec.

Fa’ la nana

brano tradizionale (adatt. di Daniele Furlati)

Gaetano Donizetti

(1797-1848)

Cavatina dall’atto primo de “L’elisir d'amore”

Giuseppe Verdi

(1813-1901)

“Va’ pensiero” da “Nabucco”

Gioachino Rossini

(1792–1868)

Cavatina da “Il Barbiere di Siviglia”

Tienno Pattacini

Il battagliero

Giuseppe Grossi

(XIX sec.)

Il canto degli uccelli

 

L’Ocarina Ensemble nasce in seno alla celeberrima scuola di Budrio, in Emilia Romagna, dove il popolare strumento di terracotta fu creato da Giuseppe Donati nel 1853, a pochi anni dall’Unità d’Italia. Il gruppo si è costituito con l’intento di innovare il repertorio per ocarina, affiancando ai brani ereditati dai gruppi budriesi del secolo scorso nuovi arrangiamenti che attingono a tradizioni musicali più lontane. I componenti dell’Ocarina Ensemble sono persuasi che le possibilità musicali di un gruppo di ocarine siano ancora abbondantemente da esplorare e, alla maniera dei suonatori di ocarina dell'ottocento - che arrangiavano brani tratti da opere liriche anziché limitarsi a suonare polke e mazurke - lavorano da anni, con passione e non senza una certa ironia, all’ampliamento del loro repertorio.

L'ocarina appartiene alla famiglia dei flauti globulari e la sua forma potrebbe ricordare quella di un sommergibile se non fosse che il nome "ocarina" deriva dal dialetto bolognese e significa piccola oca. È da segnalare che questo vocabolo vernacolare è lo stesso che viene utilizzato internazionalmente per designare lo strumento italiano in terracotta.