lunedì 27 dicembre 2010, ore 21:00

Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra

piazza Sant'Agostino, 20a - Roma

VOYAGES EN ITALIE

gli idilli tra Jean Guillou e il Belpaese

recital di Jean Guillou, organo

 

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Michelangelo Rossi

(1601-1651)

Toccata settima in re minore

Girolamo Frescobaldi

(1583-1643)

Toccata in Sol Maggiore

Carlo Gesualdo, principe di Venosa

(1560-1613)

Canzon francese del Principe

Domenico Scarlatti

(1685-1757)

Tre sonate*:

in Sol Maggiore, in Do Maggiore, in Re Maggiore

Antonio Vivaldi

(1678-1741)

Concerto in Re Maggiore per violino e archi op. VII, n°11 “Grosso Mogul”

appropriato all’organo in Do Maggiore da Johann Sebastian Bach, BWV 594

Senza indicazione di tempo, Recitativo, Allegro

Muzio Clementi

(1752-1832)

Sonata in Si bemolle Maggiore op. 24, n°2*

Allegro, Adagio, Allegro

Jean Guillou

(1930)

Improvvisazione su temi del folclore italiano

 

*adattamenti per organo di Jean Guillou

 

Organista titolare della Chiesa di Saint-Eustache a Parigi, Jean Guillou è nato nel 1930 ad Angers dove, a soli 12 anni, veniva nominato organista titolare dell’Abbazia di Saint-Serge. Compositore altrettanto precoce, non ha mai smesso di coltivare una scrittura individualissima, talvolta lasciata nell’ombra da una leggendaria notorietà di interprete che lo ha portato a sfidare considerevolmente i limiti della tecnica strumentale. Quale organista-compositore, tende da sempre a esprimere un trasgressivo “organo drammaturgico” che, svincolato dal ruolo di strumento religioso, assuma prepotentemente il ruolo di protagonista, entrando in scena a mo’ di attore.

La sua personalità musicale è polivalente. Come pianista, ha il merito di aver riscoperto la Sonata per pianoforte di Julius Reubke - unico lascito, assieme all’altra per organo, di quest’allievo di Liszt morto a soli 24 anni – ed è il solo interprete ad averle suonate e registrate entrambe. Come improvvisatore, è di certo uno degli ultimi grandi esponenti di quest’arte. Allo slancio improvvisativo si devono anche le sue svariate musiche di scena per il cinema, per il teatro, nonché la collaborazione col mimo Marcel Marceau. Come docente, dopo aver insegnato giovanissimo a Lisbona, ha tenuto dal ’70 al 2006 i MeisterKursus di Alta Interpretazione e Improvvisazione organistica per l’Accademia di Zurigo. E’ inoltre l’ispiratore di una fattura strumentale rivoluzionaria: sono di sua concezione, tra gli altri, gli organi dell’Alpe d’Huez (Francia), del Chant d’Oiseaux a Bruxelles, della Sala Scarlatti di Napoli e della Tonhalle di Zurigo, strumenti che hanno imposto un carattere innovativo all’organo del XX secolo. Tale estetica è dichiarata nel libro L’orgue, Souvenir et Avenir (più volte riedito in Francia e tradotto in numerosi altri Paesi) dove rievoca la storia dell’organo dal III secolo a.C. fino a giungere alla descrizione dei suoi progetti e dell’ ideale “organo a struttura variabile”.

Per la sala da concerto di Tenerife (opera dell’architetto Calatrava), ha progettato un innovativo organo diviso in 8 buffets e 12 corpi sonori, suonabile da una console a 4 tastiere, ma anche da 12 organisti. Jean Guillou è autore di saggi quali La Musique et le Geste e di studi legati alla letteratura di Paul Valéry e André Gide.Oltre al testo scritto per il suo Alice au Pays de l’Orgue per organo e voce recitante, ha utilizzato alcuni suoi poemi per comporre Aube per dodici voci e organo e Poème de la Main per soprano e pianoforte. Interessato alla fusione dell’organo con altri strumenti, ha scritto Concerti per organo e orchestra, brani per organo e pianoforte, organo e violoncello, organo e clarinetto, organo e flauto, organo e tromba, organo e marimba, organo e orgue de Barbarie.

 

Girolamo Frescobaldi Toccata in Sol Maggiore

1583 - 1643