sabato 2 gennaio 2010, ore 21:00

Patriarcato di Antiochia dei Siri e di tutto l’Oriente
presso la Chiesa di Santa Maria in Campo Marzio

piazza in Campo Marzio, 45 (via della Stelletta) - Roma

E videro una stella…

l’incantato viaggio di tre magi del suono

concerto dell’ensemble Sharg Uldusù (Stella d’Oriente)
Ermanno Librasi, clarinetto in metallo, duduk, zurna, kaval, ney
Elias Nardi, oud
Zakaria Aouna, darbuka, bendir, voce

 

Taqasim Oud
(improvvisazione)

tradizione araba Bint el Shalabiyya
T. Cemil Bey
(1871-1916, Turchia)
Nihawend Lunga
tradizione afgana Leyli Gian
tradizione rom-turca Kadife
tradizione arabo-andalusa Lamma Bada
tradizione egea Egeli Gemici
tradizione turca Kir Cicek
tradizione afgana Nastaran
tradizione azera Yalli
tradizione araba Al-helwa
tradizione cecena Cecen Ragsi
tradizione turca Yaz
tradizione turca Shashkin
tradizione rom-turca Uskudar

 

Sharg Uldusù nasce nel 2001 con l’intento di sperimentare nuovi percorsi musicali tra Oriente e Occidente, attraverso la pratica improvvisativa. Muovendo dai repertori della vasta area geografica che dal Caucaso si spinge fino alle sponde dell’Oceano Atlantico, l’ensemble si misura con linguaggi ritmici, timbrici e melodici tra i più variegati , in un costante rapporto dialettico con la materia musicale e in una costante ricerca di nuove soluzioni sonore. La lunga collaborazione con musicisti che portano in dote la cultura di Paesi quali l’Azerbaijan, l’Iran, la Siria o il Marocco, ha arricchito considerevolmente le possibilità espressive del gruppo. Sono mappe composite quelle che Sharg Uldusù percorre tra tradizione e brani d’autore, lungo rotte antiche e moderne nel tempo e nello spazio. Dialoghi tra Oriente e Occidente, tra anima e corpo: dialoghi praticati con passione dai tre musicisti che apprendono, l’uno dall’altro, nuovi fonemi per esprimere il proprio mondo interiore… Sapori e colori ancora poco noti al grande pubblico ma di una tale ricchezza da trascendere le mode e i mercati. Le melodie sono onirici viaggi in luoghi ancestrali della memoria, perle di semplicità e virtuosismo così come i ritmi suggeriscono antichi riti e danze sensuali.