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MUSICOMETA o MUSICOMÈTE?
Fu proprio far castelli in aria l’audace progetto di coniugare le armonie di un organo sinfonico con la magnificenza della Basilica di San Pietro? O non fu, per dirla nell’idioma del più immaginifico maestro organaro di Francia, tirer des plans sur la comète?
A duecento anni dalla nascita a Montpellier di Aristide Cavaillé-Coll, sembra risuoni ancora, nel cielo romano, l’eco infinita di quel sogno…
Un sogno, un’utopia, dallo slancio tutt’altro che esaurito: fino a soltanto pochi giorni orsono, c’era
infatti chi, a Roma, osava credere che le armonie di un intero festival – MUSICOMETA – potessero, nella sua diciassettesima edizione, giungere direttamente al cuore dei non pochi malati costretti a passare il Natale in ospedale…
Progetti temerari?, cifre da esorcizzare?, chimeriche illusioni?
O non, piuttosto, amorevoli offerte musicali alla città eterna sfumate tra i flussi del Tevere sovrano? Sulle cui sponde tuttavia pazientare, in attesa che ritornino.
Livia Mazzanti
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